I PUFFI SONO
COMUNISTI
I puffi sono delle creature di colore blu, indossano tutti un berretto
bianco, tranne il capovillaggio che ha un berretto rosso.
La loro età non è ben definibile, diciamo che ci sono un anziano (grandepuffo)
ed il resto della comunità sembra essere composto da individui adulti ma ancora
relativamente giovani, ciò ha notevoli ripercussioni anche nella vita sociale
del villaggio e nei rapporti tra gli individui che analizzeremo in seguito.
Nelle versioni successive vengono introdotti nuovi personaggi, un pittore, un
poeta, un anziano e tre bambini, non a caso ciò coincide con l'avvio della
glasnost di Gorbacev Mihail Sergeevic, probabilmente anche nel mondo dei
cartoni animati la "pubblicità" stava modificando le cose.
Il genere sessuale è altrettanto indefinibile dai tratti somatici che sono
uniformi per tutti i puffi, lo si intuisce dai comportamenti sociali. La
mancata differenziatione tra i sessi e tra gli individui sicuramente ci riporta
all'idea comunista di società egualitaria senza barriere tra i sessi e tra gli
individui .Ciò crea una omologazione ad un modello fisico tipo di tutti gli
abitanti del villaggio, un'inquietante somiglianza con uno degli aspetti più
biechi dei regimi comunisti che spersonalizzavano l'induviduo annegandolo nella
massa.
C'è un solo essere femminile all'interno della comunità, si chiama puffetta e
si distingue dagli altri per una fluente chioma bionda.
I puffi si identificano l'uno con l'altro solamente grazie al ruolo che
ognuno ricopre nel processo di produzione, il loro nome è dato dalle abilità
specifiche e dai compiti che assumono nel ciclo produttivo della comunità.
La parola "puffo", che precede la qualifica che contraddistingue i
puffi assume perciò una funzione unificatrice ed identificatrice (sociale) dei
membri del villaggio: è naturale il paragone con la parola "compagno"
utilizzata dal partito comunista per identificare i membri dell'apparato e tutti
cittadini.
ANALISI
DI ALCUNI PERSONAGGI
Quattrocchi
E forse il personaggio più interessante dopo grandepuffo, il suo ruolo
sociale all'interno della comunità è quello del contestatore.
Si contrappone a Grandepuffo nelle scelte da prendere per la vita villaggio e
la sua pedanteria molto spesso scade nel ridicolo. Il suo ruolo attanziale è
quello di un leader nell'ombra.
Anche le caratteristiche fisiche del personaggio Quattrocchi sono molto
particolari, porta gli occhiali ed assume sempre un'aria ed una posa da saccente
nei confronti dei suoi "compagni". Grandepuffo non sembra dare molto
peso al Quattrocchi ma se improvvisamente il villaggio si trovasse senza la
guida dell'anziano despota, l'occhialuto puffo sarebbe il successore naturale.
Facendo un paragone con la storia dell'Unione delle Repubbliche Socialiste
Sovietiche (URSS) questo personaggio sembra richiamare alla memoria il compagno
Lev Davidovic Trockij (pseudonimo di Lejba Bronstejn) ucciso dagli emissari di
Stalin (pseudonimo di Iosif Vissarionovic Dzugasvili) in Messico il 20 Agosto
1940. All' interno della vita del villaggio quindi si riproporrebbe lo scontro
tra la linea dura ed russocentrica di Grandepuffo/Stalin, contro quella
rivoluzionaria e contestatrice di Quattrocchi/Trockij.
Non mancano episodi peraltro dove Quattrocchi viene allontanato dal villaggio
ed espulso dalla comunità dei puffi che si ribellano contro le continue
contestazioni.
Nelle immagini che ho riportato è possible coglire questa inquietante analogia.
Tutto ciò non fa altro che orientare la vita del villaggio su un modello non
solo comunista, ma addirittura staliniano!
Puffetta
Altro personaggio di straordinaria rilevanza all'interno della comunità è
Puffetta.
Puffetta è l'unico essere femminile nel villaggio (fino a quando non ne viene
introdotto un altro in una serie successiva), i modi di fare e il campo di
azione del personaggio Puffetta sono identici a quelli di tutti i componenti
maschi della comunità. La distinzione tra i ruoli dei personaggi non è dovuta
al genere quindi ma solamente al ruolo che ogni individuo ricopre nel processo
di produzione.
Puffetta arricchisce di mistero la vita del villaggio contribendo a dare alla
comunità un elemento di rottura dal punto di vista socio-sessuale; il villaggio
senza Puffetta sarebbe solo una grande comunità maschile.
Da ciò nascono numerosi interrogativi che ad un pubblico adulto non possono
sfuggire:
E' Puffetta la madre dei piccoli puffi che nascono nel corso del cartone
animato?
Come si riproducono i puffi?
Gli organi genitali e l'apparato riproduttivo dei puffi come sono fatti?
Hanno stimoli sessuali?
Se si come avviene il rapporto sessuale?
Se i puffi hanno rapporti sessuali, allora Puffetta essendo l'unica donna del
villaggio, si presta (evidentemente a turno) a questa attività in puro spirito
di condivisione totale delle risorse.
Una teoria di interpretativa sostenuta da Guiggiani identifica Puffetta come un
elemento di rottura della famiglia patriarcale che vedeva la donna emarginata e
posta in secondo piano nei rapporti di valore, interpersonali, sessuali e
sociali.
Probabilmente l'elemento Puffetta attribuisce una maggiore idea di uguaglianza
sociale ad i membri del villaggio che non risentono assolutamente della
presenza di una sola femmina all'interno del gruppo. Anzi è proprio Puffetta
che si erge al disopra del ruolo del maschio occidentale trasformando la
propria emancipazione in quella di tutte le donne comuniste che si pongono
nella vita, nella produzione e nella vita sessuale allo stesso pari dell'uomo.
Forzuto
Ogni società ed ogni comunità attribuisce a qualche soggetto il monopolio
della violenza legittima, nel villaggio dei puffi questo ruolo è di pertinenza
di forzuto.
Forzuto è il braccio dell'esecutivo (grandepuffo) egli ha potere di
coercizione, in quanto la propria forza fisica lo rende istituzionalmente
preposto a gestire l'ordine della comunità.
Non è un caso se in molti episodi è Forzuto che regola le espulsioni coatte dal
villaggio o lotta con il nemico comune Gargamella.
Il ruolo ricoperto da Forzuto lo inquadra come un tipico agente di sicurezza
sovietico, anzi in molti episodi in vera e propria funzione di spia dell'Nkvd
(poi Kgb, adesso Fsb).
Vanitoso
Anche il puffo vanitoso rientra a pieno titolo nella categoria di puffi che
hanno un enorme peso sociale nella vita del villaggio.
I modi di fare e gli atteggiamenti di vanitoso lo qualificano con certezza come
un omosessuale, nonostante questa evidente diversità egli è accettato a pieno
nella comunità.
Vanitoso è la riprova che il villaggio dei puffi è basato sui principi di
uguaglianza sessuale.
Poeta/Pittore
Puffo Poeta e puffo Pittore sono l'esempio che nel villaggio trovano spazio
anche voci del dissenso che non vengono tollerate dal sistema vigente in URSS.
I due personaggi infatti vengono introdotti con l'avvento della glasnost, ed in
vero clima di disgelo contribuiscono ad arricchire una società che fino ad
allora era solamente orientata alla produzione e all'applicazione dei principi
marxisti-leninisti all'interno del villaggio.
SMURF
Il titolo originale delle tavole di Peyo era "La Flute à Six
Schtroumpfs". Nella commercializzazione è stato modficato a seconda della
lingua di programmazione del cartone animato (ci sono 25 versioni fino ad
oggi):
Olandese - Smurfenin
Tedesco - Smurfen
Francese - Schtroumpf
Spagnolo - Pitufos
Danese - Smols
Afrikaans - Smurfies
Serbo-Croato - Strumps
Giapponese - Cumafu
Ungherese - Torpèk
Ciò che ci interessa era il titolo con cui il cartone animato veniva proposto
ai bambini angolofoni: SMURF
Apparentemente il titolo non ha legami con il mondo reale ed è una pura
fantasia, alcuni studiosi di questo fenomeno mediatico invece hanno provato a
dare una interpretazione anche alle motivazioni per le quali è stato scelto
questo nome bizzarro.
Le iniziali di Smurf infatti potrebbero essere riferite a:
Socialist
Men
Under a
Red
Father
Per me ed il Mio Collega ciò sembra una forzatura alla ricerca,
probabilmente viziata dalla Tesi di partenza.
Tuttavia non è da escludere che sia l'ennesimo messaggio subliminale nascosto
nei livelli di lettura profondi del cartone animato. In fin dei conti era
soprattutto il mondo anglofono (USA-GB) il principale nemico del comunismo.
Viste le innumerevoli sorprese che ci ha riservato questo studio non possiamo
trascurare che sia possibile leggere il titolo del cartone animato come:
"uomini socialisti sotto un padre rosso"
Elemento di fonadmentale importanza che riconduce "Il Villaggio dei
Puffi" ad un cartone animato di chiara matrice politico\paritica è il
linguaggio.
Innanzitutto i nomi dei personaggi, che come abbiamo già riportato indicano il
ruolo che il soggetto assume nel processo produttivo e non sono stabiliti alla
nascita come avviene nella normale prassi. Da un punto di vista semantico
inoltre, la parola "puffo" si sostituisce molte volte al normale
frasario (ad esepio verbi come "fare", sono tradotti come
"puffare") ma viene anteposta al nome dell'individuo per qualificarlo
(puffo inventore, puffo poeta, et.).
Da ciò è possibile dedurre che "PUFFO significa COMPAGNO"!
Pertanto come tra i membri del Partito Comunista, anche i Puffi tra di loro si
chiamano compagni.
In secondo luogo le canzoni che i puffi cantano durante le attività
lavorative, ad esempio la famosissima "la la lala lala la
lalalala................" (con una vaga somiglianza all'inno dell'URSS).
Nel regime sovietico le canzoni che i lavoratori cantavano erano composte
appositamente dall'intellighenzia e trattavano temi sociali, inneggiando al
proletariato e alla produzione.
Anche nel villaggio, l'attività lavorativa viene scandita dal ritmo di canzoni
che servono per incitare i Puffi nel loro lavoro.
E' tipica la scena in cui i Puffi si incamminano in fila indiana (capofila
ovviamente è sempre l'omnipresente Grandepuffo) per recarsi a lavorare e
cantano canzoni per incentivare la produzione.
Oltre a questo le canzoni determinano l'appartenenza dei membri della comunità
dei Puffi, con lo stesso ruolo delle note dell'Internazionale socialista.
Durante le attività lavorative, è immancabile la coordinzione e la
supervisione di Grandepuffo, lo stesso vale quando i Puffi suonano, infatti è
Grandepuffo a dirigere l'orchestra
IL VILLAGGIO
DEI PUFFI
La struttura del villaggio è molto particolare, le abitazioni dei Puffi sono
fatte a forma di fungo, sono composte da un unco locale, infatti le dimensioni
sono molto limitate (elemento tipico dell'edeilizia popolare sovietica)
I colori esterni sono sgargianti a dispetto di un interno molto scarno e spoglio.
Le case del villaggio sono predisposte in modo che non ci siano "posizioni
migliori" tra le abitazioni, anche la casa di Grandepuffo è mimetizzata in
mezzo alle altre.
Il villaggio è collocato in una vallata, non molto lontano c'è la magione
del nemico dei Puffi, Gragamella che vive in una casa decadente e malmessa.
Gargamella
Egli è il enmico giurato dei Puffi, un uomo di mezza età, brutto, pelato e
soprattutto molto cattivo.
Gargamella è un mago di scarse capacità, ha un obbiettivo nella vita che è
quello di catturare i Puffi al fine di trasformarli in oro.
E' certamente il nemico numero uno dei Puffi, dal quale diffidare sempre perchè
malvagio e infido.Gargamella non è altro che la raffigurazione umana del
capitalismo!
Il fatto che voglia trasformare i Puffi in oro (e quindi in mercato) non è
casuale.
Altro elemento d'interesse può darcelo il libro di formule magiche adottato dal
perfido mago, che altro non sarebbe se non un richiamo alla pochezza della
cultura occidentale.
I Puffi si trovano sempre a combattere contro Gargamella e sempre riescono
brillantemente a sopraffarlo, ciò è segno dell'incompatibilità tra il sistema
socialista e quello capitalista che come previsto da Stalin avrebbero finito
inevitablmente per scontrarsi tra loro.
Birba
Gargamella possiede un gatto di nome Birba.
Il gatto è cattivo come il padrone e dall'aspetto molto ripugnante.
Anche Birba caccia i Puffi (ma per mangiarli) e nutre un odio viscerale contro
il popolo blu.
Nella versione originale del cartoneanimato Birba si chiamava Azreal, tipico
nome di origine ebraica, quindi probabilmente il gatto rappresenta l'altro
grande nemico del regime sovietico, gli Ebrei.
Birba/Azreal potrebbero rappresentare un incitamento ai pogrom oppure
contribuire a rafforzare la diffidenza nei confronti degli Ebrei (basti
ricordare Stalin e la congiura dei medici).
L'ECONOMIA
DEL VILLAGGIO
Forse l'aspetto economico è uno dei più interessanti elementi a supporto
dell'ipotesi che è sostenuta in queste pagine.
L'economia del villaggio è pianificata e centralizzata sul modello socialista
reale.
Grandepuffo è l'artefice dei "piani" economici (di impostazione
staliniana), non è possibile rintracciare attività private volte a fini di
lucro nel villaggio.
La N.E.P. sembra una chimera per i poveri Puffi, costretti a lavorare per
vedere poi la produzione redistribuita secondo criteri egualitaristici
stabiliti da Grandepuffo; per cui chi produce in maniera disomogenea si vedrà
retribuito uniformemente, anche rispetto a chi ha prodotto più (o meno) di lui.
Il mercato all'interno del villaggio è inesistente, anche la moneta non esiste;
tutto avviene per principi redistributivi stabiliti e pianificati dall'alto.
Lo scambio o il baratto non vengono praticati perchè i bisogni dei Puffi sono
tutti identici dato che i Puffi sono "perfettamante uguali tra loro"
anche nelle necessità.
Infatti nella società dei Puffi non ci sono classi sociali, non esiste una
borghesia in quanto i mezzi di produzione appartengono al popolo; i Puffi sono
un proletariato che si è emancipato dalla schiavitù borghese e vive applicando
le idee del socialismo reale.
E' Grandepuffo che stabilisce che cosa serve, in che quantità e quando deve
essere prodotto o raccolto.
La conformazione del villaggio sotto il punto di vista economico perciò è
quella di un Kolchoz sovietico.
Questa inquietante analogia con i principi (soprattutto con i modi di
attualizzazione) del marxismo-leninsmo è la riprova della faziosità del cartone
animato.
E' possibile anche identificare un'oligarchia comunista che si è soppiantata
agli eventuali Kulaki preesistenti nel villaggio. Come sosteneva Milovan Gilas
nei suoi scritti sull'oligarchia nel regime comunista (la c.d. Nomenklatura)
anche nei puffi ci sono individui che godendo del favore del capo si
arricchiscono alle spalle del popolo. Un esempio di ciò è Puffo Goloso, che
infischiandosene dell'equa redistribuzione del cibo, approfitta della propria
posizione per soddisfare la sua fame alle spalle degli altri Puffi.
IL RUOLO DI
MOSCA
Dopo tutto ciò ci avviciniamo alle conclusioni.
La prima domanda che sorge spontanea dopo tutto ciò è:
Chi è stato a pogettare i Puffi con questi intenti?
Probabilmente l'Intelligenzija sovietica non ha lasciato al caso i dettagli
di quella che potremmo definire "operazione Puffo", ovvero come
conquistare e plagiare le giovani menti occidentali (come abbiamo visto
soprattutto i bambini anglofoni) per sconvolgere così le future classi
dirigenti del sistema capitalista grazie ai mezzi di comunicazione di massa.
Ovviamente il primo soggetto che potrebbe essere chiamato in causa per
l'ispirazione dei Puffi è l'omipresente K.G.B. (Komitet Gosudarstvennoij
Bezopasnosti - Comitato per la sicurezza dello Stato).
La disinformazione era una delle armi migliori dell'Intelligence sovietica che
aveva capito molto bene l'importanza dei mezzi di comunicazione (come in tutti
regimi in cui era negata la libertà d'espressione).
Basta ricordare il famoso precedente dei Servizi dello Zar, l'Ochrana
(Ochrannoe Otdelenie), in questo settore con i "Protocolli dei Savi
Anziani di Sion" (libro che sosteneva la tesi del Complotto Ebrtaico) che
aveva lo scopo di accentuare il pregiudizio nei confronti degli Ebrei (e
giustificare i Pogrom).
In vero stile sovietico è altrettanto probabile che il Kgb, dopo avere
progettato "l'operazione Puffo" ne abbia delegato la realizzazione a
terzi, Peyo appunto, per evitare coinvolgimenti diretti nella vicenda.
Oggi, nel modo libero, con la fine di quasi tutti i regimi comunisti queste
idee possono fare sorridere; ma nella lotta a tutto campo durante la guerra
fredda ogni arma era ammessa e gli (apparentemente) innocenti Puffi potrebbero
non avere fatto eccezione. Chissà se i ragazzi che oggi si riconoscono in
partiti dell'estrema sinistra non siano stati influenzati nella loro infanzia
dai Puffi.
LA
PROGRAMMAZIONE TELEVISIVA
In Italia i Puffi vengono trasmessi dalle reti Mediaset, inizialmente da
Italia Uno, durante il programma pomeridiano per bambini Bim Bum Bam.
Nel corso degli anni gli esseri blu hanno sempre fatto parte del palinsesto
televisivo dei programmi per bambini ottenendo degli share altissimi.
I Puffi sono un cartoneanimato di indiscusso successo non solo in Italia ma in
tutta Europa al di là di ogni logica partitica o politica.
L'evoluzione del cartoneanimato durante gli anni risente molto del clima
politico/internazionale, questo comporta un inserimento di nuovi personaggi e
di nuovi ruoli attanziali di quetsi ultimi durante gli anni.
Ad esempio come è già stato detto ciò avviene con la politica di riforme
attuata nei Paesi comunisti da Gorbacev.
E' singolare che i Puffi dimostrino una transnazionalità che solo i
cartonianimati di Walt Disney (i quali svolsero la stessa funzione nel campo
avverso, esportando il modello di vita capitalista) avevano avuto prima di
allora.
Certamente sono stati molto importanti nell'omologazione culturale dei giovani
europei.
Concludendo,
è certo che i Puffi abbiano fallito nel loro intento di plagio (se ciò che ho
detto finora ha la minima veridicità), ciò molto probabilmente è imputabile sia
al fatto che gli esempi del mondo socialista che il cartoneanimato proponeva,
non reggevano il confronto con la realtà del mondo capitalista e consumista.
Sia al fatto che le teorie riguardo la comunicazione sulle quali probabilmente
il cartoneanimato si basava, sono state smentite in questi ultimi decenni
(Cultural Studies, et.).
Ci tengo a precisare che le pagine da me scritte sono basate su alcune
ipotesi interpretative, doverosamente contestabli. Chi le contesta però
dovrebbe almeno avere una minima cognizione della storia degli ultmi decenni.
E' comunque una fortuna che il villaggio dei Puffi per i ragazzi occidentali
non sia mai diventato un villaggio reale.
Chiunque voglia offendermi (o manifestare il proprio dissenso) è libero di
farlo nei limiti della norma ed evitando inutili pesantezze, che come potrete
immaginare sono state "innumerevoli".
E' possibile trovare molti siti che trattano il suddetto argomento in rete,
provate a cercare!