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2007/5/31 ...Stanotte ho saputo che c'eri: una goccia di vita scappata dal nulla. Me ne stavo con gli occhi spalancati nel buio e d'un tratto, in quel buio, s'è acceso un lampo di certezza: sì, c'eri. Esistevi. È stato come sentirsi colpire in petto da una fucilata. Mi si è fermato il cuore. E precipitare in un pozzo dove tutto era incerto e terrorizzante. Ora eccomi qua, chiusa a chiave dentro una paura che mi bagna il volto, i capelli, i pensieri. E in essa mi perdo. Cerca di capire: non è paura degli altri. Io non mi curo degli altri. Non è paura di Dio. Io non credo in Dio. Non è paura del dolore. Io non temo il dolore. È paura di te, del caso che ti ha strappato al nulla, per agganciarti al mio ventre. Non sono mai stata pronta ad accoglierti, anche se ti ho molto aspettato. Mi sono sempre posta l'atroce domanda: e se nascere non ti piacesse? E se un giorno tu me lo rimproverassi gridando "Chi ti ha chiesto di mettermi al mondo, perché mi ci hai messo, perché?". La vita è una tale fatica,bambino. È una guerra che si ripete ogni giorno, e i suoi momenti di gioia sono parentesi brevi che si pagano un prezzo crudele. Come faccio a sapere che non sarebbe giusto buttarti via come faccio a intuire che non vuoi essere restituito al silenzio? Non puoi mica parlarmi. La tua goccia di vita è soltanto un nodo di cellule appena iniziate. Forse non è nemmeno vita ma possibilità di vita. Eppure darei tanto perché tu potessi aiutarmi con un cenno, un indizio. La mia mamma sostiene che gliel'ho detto, che per questo mi mise almondo. La mia mamma, vedi, non mi voleva. Ero incominciata per sbaglio, in un attimo di altrui distrazione. E perché non nascessi ogni sera scioglieva nell'acqua una medicina. Poi la beveva, piangendo. La bevve fino alla sera in cui mi mossi, dentro al suo ventre, e le tirai un calcio per dirle di non buttarmi via. Lei stava portando il bicchiere alle labbra. Subito lo allontanò e ne rovesciò il contenuto per terra. Qualche mese dopo mi rotolavo vittoriosa nel sole, e se ciò sia stato bene o male non so. Quando sono felice penso che sia stato bene, quando sono infelice, penso che sia stato male. Però, anche quando sono infelice, penso che mi dispiacerebbe non essere nata perché nulla è peggiore del nulla. [da Oriana Fallaci, Lettera a un bambino mai nato, Rizzoli 1975] 2007/5/26 NUOVE BEATITUDINI!!!!
2007/5/21 FESTA IN MASSERIASapori e tradizioni tipiche e etniche per la festa dell’Associazione S.ol.co. Onlus
In segno di convivialità e solidarietà l’Associazione S.ol.co. Onlus organizza domenica 10 Giugno una Festa presso la Masseria Papaperta-Arte e Natura. Una giornata da trascorrere insieme e in allegria con un programma che comincia a mezzogiorno e si protrae fino a tarda sera.Tutti i partecipanti potranno rilassarsi nello splendido scenario della masseria dove, per l’occasione, a pranzo i sapori mediterranei si mescoleranno a quelli etnici, in un connubio culinario che in serata proseguirà con una mescolanza di tradizioni e culture. Le danze popolari dell’Associazione Itinerari e Sentieri prima e i ritmi etnici della Babela Arkextra e del gruppo senegalese Ibu la sua tribù animeranno il pomeriggio e la serata gettando un ponte ideale tra mondi geograficamente distanti.Durante la giornata, inoltre, è prevista animazione per i bambini ed escursioni guidate alla ricerca della flora tipica nel bosco antistante la masseria.Una grande festa a cui l’Associazione invita tutti, per vivere insieme momento di gioia e festa. Una festa con risvolti solidali in favore di una terra così lontana eppure nei cuori sempre molto vicina.Tutto il ricavato della giornata contribuirà al progetto sanitario, avviato dall’Associazione S.ol.co. Onlus nel 2006, “Arriva il Dottore”, per la costruzione di un ospedale in Ingorè (Guinea Bissau).
Per informazioni e prenotazioni per il pranzo è possibile rivolgersi direttamente all’Associazione (320.5554515 – info@solconlus.org) o recarsi presso la Biottega di Putignano. Si raccomanda di farlo entro e non oltre il 31 maggio.Con preghiera di diffusione. 2007/5/14 ...Sole Spento Ci sono giorni in cui mi sveglio spento E tutto sommato provo a starci dentro Nella mia stanza aspetto il mio momento Sono qui, aspetterò Io, aspetterò Quando la vita sembra un treno lento Penso agli amici fuori e muoio dentro La mia generazione senza vento Sono qui, aspetterò Io, aspetterò Finchè arriverà il mio momento Stammi accanto Col pensiero tu, tu stammi accanto Sole spento Io ti sento con me Quando sei condannato al pentimento Stanco di sentir dire “non ho tempo” Come in un sole in cui sentire freddo Sono qui, aspetterò Io, aspetterò Finchè arriverà il mio momento Stammi accanto Col pensiero tu, tu stammi accanto Sole spento Io ti sento con me Sono qui, aspetterò Io, aspetterò Finchè arriverà il mio momento Stammi accanto Col pensiero tu, tu stammi accanto Sole spento Tu sei dentro di me... 2007/5/13
Laura Bono (il suo nome completo è Laura Bonometti) è una giovane artista che ha, però, alle sue spalle già una lunga carriera perché ha cominciato a comporre canzoni sin da bambina. Nel 2005 ha vinto il Festival di Sanremo, categoria Giovani, con la canzone Non credi nei miracoli. Dopo il Festival esce il suo primo album dal titolo Laura Bono, preceduto dal secondo singolo, Tutto ha una spiegazione. La terza edizione di "Music Farm" l’ha vista tra i suoi protagonisti. E proprio durante la trasmissione ha avuto in diretta un attacco di panico. Laura è una ragazza molto carina e sensibile e si è subito mostrata disponibile ad aiutarci a fare informazione corretta sugli attacchi di panico, specialmente tra i giovani, raccontando la sua esperienza.
Laura, quando hai cominciato a soffrire di attacchi di panico? In realtà non so bene quando perché credo di aver sin da bambina avuto delle forme d’ansia che si sono col tempo evolute in attacchi di panico.
Ricordi il tuo primo attacco di panico? Sinceramente no o forse non l’ho riconosciuto appunto per quello sviluppo di cui ho parlato prima. Mi dicevano che era solo un po’ d’ansia e per me era tutto. Non sapevo neanche dell’esistenza degli attacchi di panico.
Che tipo di infanzia hai avuto? Normale, vivace.
Quali erano le tue sensazioni? Cosa pensavi? Avvertivo un senso di allarme e di impotenza.
A chi ti sei rivolta per un aiuto? All’inizio a nessuno, poi ho fatto delle sedute con degli psicologi e infine ho chiesto un parere medico a dottori e a un neurologo. Ma l’aiuto maggiore mi è stato dato dalle persone che mi sono state vicine e che conoscevano il problema in prima persona.
Quanto ti aiuta la musica nei momenti di difficoltà? La musica è tutto. È una valvola di sfogo, un conduttore di emozioni, sensazioni ed energia. Inoltre, siccome sono tanti anni, ormai, che soffro di ansia e panico, riesco in qualche modo a riconoscerne i sintomi (quando mi è possibile, chiaramente) e proprio con la chitarra in mano e la scrittura di canzoni spesso sono riuscita a vincerli.
Con quale frequenza stai male? In certi periodi spesso.
Che peso hanno avuto gli attacchi di panico nel tuo lavoro? L’anno scorso è stato uno degli anni
in cui ne ho sofferto molto ed effettivamente non sono stati molto gestibili nella
vita privata e quindi, di conseguenza, nel lavoro. Non potevo stare sola un
secondo e la mia concentrazione era tutta incentrata sul mio stato di salute e
sul mio terrore di non respirare da un momento all’altro. Fortunatamente non ho
mai avuto problemi sul palco durante delle esibizioni, probabilmente perché la
concentrazione si spostava su qualcosa di estremamente bello per me.
Come pensi che avresti affrontato il problema se avessi avuto maggiore conoscenza e informazioni sulla patologia? Probabilmente nello stesso modo. Ammetto di essere una persona molto pigra. Finché va tutto bene... bene. Quando arriva un momento particolare, come può essere quello "infestato" da attacchi di panico, allora muovo il mondo. Effettivamente mi rendo conto che non è il modo migliore per affrontare il problema.
Secondo te, condividere il problema con persone che, come te, hanno avuto a che fare con gli attacchi di panico può aiutare? Già il solo fatto di parlarne con un’amica che ne soffre e confrontarci mi ha aiutata tanto.
Cosa ti senti di dire a chi si trova ad affrontare per la prima volta questo problema? Calma e sangue freddo! Non sei solo. Parlarne, parlarne e parlarne. E poi consiglierei di trovare la propria valvola di sfogo, una passione: musica? Giochi di ruolo? Sport? Danza? Sesso?... Insomma, qualsiasi cosa, purché faccia bene.
E invece a chi pensa di non potercela fare? Allora non ce la farà mai. Prima di tutto bisogna sforzarsi sul pensiero positivo, sul non piangersi addosso, che capita anche a me, ma come me ne accorgo cerco di guardarmi intorno e mi rendo conto che sono fortunata. Forse molti dovrebbero farsi un giro in ospedale a trovare i malati terminali...
Quali consigli ci daresti per aiutarci ad aiutare chi ha bisogno? Non me la sento di dare consigli a voi. Sicuramente nel momento in cui ho bisogno di aiuto preferirei avere accanto una persona che non drammatizzi troppo e che non sia più spaventata di me, ma che allo stesso tempo sappia quello che mi succede e non banalizzi la situazione. Il sorriso è un’altra cosa molto importante per me. E poi l’informazione "ti succede questo probabilmente perché..." ti riporta alla lucidità. Ti rendi conto, così, che non stai per morire e che, se vuoi, può finire tutta l’agonia che stai passando.
2007/5/7 RIFLESSIONEProprio ieri mi e capitato di leggere questi due articoletti qui sotto...e pensavo...possibile che in qst mondo ci debbano essere tt qst disagi...e la droga e le intolleranza e il sesso gratuito e le ambiguità sessuali!? Riprendendo gli articoli...Conoscete "America"?Vi consiglio di andare a leggere il testo...è un vero e proprio inno alla masturbazione femminile...secondo me anche la masturbazione è sintomo di disagio...lo potrei capire nl periodo della prima adolescenza,ma nn da una persona Adulta,per di più da una cantante,che è o meglio dovrebbe essere un esempio per le masse.Sicuramente questi articoli rispecchiano parte della nostra società...e non dite che sono problemi lontani...penso che ognuno di noi sia entrato in contatto cn esempi di qst disagi.Io non penso certo di essere una puritana,ma ritengo che c'è bisogno di ritrovare i valori essenziali della vita...chiamateli religione e chi non crede li chiamasse valori naturali....MA GUARDIAMOCI INTORNO E DIAMO L'ESEMPIO!!! Iraq diciassettenne lapidata!!!!IRAQ-Una
ragazza di 17 appartenente alla comunità religiosa degli yazidi, uccisa dai
suoi familiari nel Kurdistan iracheno solo perchè si era innamorata di un
ragazzo musulmano. Il fatto è avvenuto a Bashika, nei pressi di Mosul. Nel
filmato, ripreso con un telefono cellulare, si vede la ragazza distesa in terra
in mezzo a una strada, con alcuni uomini che la prendono prima a calci, e poi
le scagliano pietre per circa mezz'ora, infine la finiscono con una grossa
pietra sulla testa. Il pestaggio dura circa mezz'ora. Intorno ci sono anche
agenti della polizia irachena che assistono alla scena senza intervenire. La
ragazza non oppone resistenza, e anche la folla che assiste - tra cui diverse
persone che riprendono il tutto con i propri cellulari - non fa nulla per
aiutarla. Il video è apparso la prima volta sul sito curdo Jebar.info, ed è
stato poi rapidamente diffuso sul web e su YouTube. Tahsin Saeed Ali. Gianna Nannini si racconta....A un giorno dalla finale del Festivalbar dove ha ricevuto il premio per
il miglior album dell’anno, Gianna Nannini si racconta a Claudio
Sabelli Fioretti sul Corriere. “Io facevo la femminista e mi
facevo chi cazzo volevo. Ero anarchica. Frequentavo Lotta Continua”. La
cantante sembra proprio aver voglia di raccontarsi: “Da ragazza ho avuto
anche otto uomini contemporaneamente. A gara con la mia compagna di banco”.Parla della famiglia, dell’inizio della sua carriera, di droga e politica ma
anche dei suoi colleghi rocker e della musica. Suona Beethoven tutte le
mattine altrimenti sta male, “c’è gente che la mattina si alza e
prega. Io suono la Patetica. Venticinque minuti. Il mio mantra quotidiano.
Beethoven era proprio rock’n’roll. Ma l’hanno represso. Se fosse nato ai nostri
tempi sarebbe un heavy metal”.Per anni è andata avanti suonando e masturbandosi, “era
un modo di sfogarsi per una che suonava notte e giorno”. Definisce la
masturbazione una tecnica di canto ma non si masturbava da femminista, “ne
parlavo come comunicazione, ‘America’ è una canzone di comunicazione. Ci si
masturba tutti insieme. Tutto il mondo si fa una sega”.Ha scoperto il sesso a vent’anni e ha iniziato a farlo senza distinzione di
genere: “Non ho una preferenza precisa in campo sessuale. Quando si
trova la persona giusta non è importante se è un uomo o una donna” ma guai a
definirla bisessuale perché “mi sembra di escludere un sacco di gente, hai
capito? Magari i trans… Non mi sento bisessuale, mi sento polisessuale”.“L’amore può durare al massimo un paio di giorni” e giura di aver
raggiunto l’orgasmo a scuola durante il compito di matematica.Gianna Nannini questa volta non canta ma capiamo comunque di essere
davanti ad una grande artista e ancor prima ad una grande donna:
“Le donne cantano con l’utero e con le ovaie. Sono organi che devi gestire
quando canti. Me lo ha insegnato la mia maestra bulgara”. 2007/5/3 ...Il 24 Marzo 1980,Oscar Romero,vescovo di san Salvador,proprio nel momento in cui stava elevando il Calice nell’Eucarestia,viene assassinato. Le sue ultime parole sono ancora una volta per la giustizia:”In questo Calice il vino diventa sangue che è stato il prezzo della salvezza.Possa questo sacrificio di Cristo darci il coraggio di offrire il nostro corpo e il nostro sangue per la giustizia e la pace del nostro popolo.Questo momento di preghiera ci trovi saldamente uniti nella fede e nella speranza” Romero è stato ucciso perché aveva denunciato i crimini commessi dal governo del suo paese,El Salvador(un piccolo stato dell’America centrale),e dagli squadroni della morte che uccidevano chiunque si opponeva loro:contadini;politici e anche sacerdoti. Il vescovo si è opponosto a questa cultura di morte, contrapponendo la forza del vangelo,fino a essere lui stesso vittima proprio nel momento della consacrazione dell’Eucarestia.
“Spesso hanno minacciato di uccidermi .Come Cristiano devo dire che non credo nella morte senza Resurrezione:se mi uccidono Risorgerò nel popolo salvadoregno.Lo dico senza superbia,con la più grande umiltà.Il martirio è una grazia di Dio che non credo di meritare.Ma se Dio accetta il sacrificio della mia vita, il mio sangue sia seme di libertà e segno che la speranza sarà presto realtà” |
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