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2007/5/3 Il 24 Marzo 1980,Oscar Romero,vescovo di san
Salvador,proprio nel momento in cui stava elevando il Calice
nell’Eucarestia,viene assassinato.
Le sue ultime parole sono ancora una volta per la
giustizia:”In questo Calice il vino diventa sangue che è stato il prezzo della
salvezza.Possa questo sacrificio di Cristo darci il coraggio di offrire il
nostro corpo e il nostro sangue per la giustizia e la pace del nostro
popolo.Questo momento di preghiera ci trovi saldamente uniti nella fede e
nella speranza”
Romero è stato ucciso perché aveva denunciato i crimini
commessi dal governo del suo paese,El Salvador(un piccolo stato dell’America
centrale),e dagli squadroni della morte che uccidevano chiunque si opponeva
loro:contadini;politici e anche sacerdoti.
Il vescovo si è opponosto a questa cultura di morte,
contrapponendo la forza del vangelo,fino a essere lui stesso vittima proprio
nel momento della consacrazione dell’Eucarestia.
“Spesso hanno minacciato di uccidermi .Come Cristiano devo
dire che non credo nella morte senza Resurrezione:se mi uccidono Risorgerò nel
popolo salvadoregno.Lo dico senza superbia,con la più grande umiltà.Il martirio
è una grazia di Dio che non credo di meritare.Ma se Dio accetta il sacrificio
della mia vita, il mio sangue sia seme di libertà e segno che la speranza sarà
presto realtà” 2007/4/26 Ho deciso di
parlare e parlerò!Basta finzioni, falsità, paure e pregiudizi!Basta!Basta a
tutti quelli che mi tagliano fuori,perché diversa!Ho voglia di essere me stessa
e di gridare al mondo che ho sofferto,e che quel dolore ha cambiato la mia vita
per sempre,perché ci sono ferite che sì ,si possono rimarginare, ma lasciano
sulla pelle cicatrici indelebili! Ero una ragazza
sicura di me ,vitale,il mio motto era:”VIVERE,VIVERE E ANCORA VIVERE!”.Amavo il
brivido e le cose forti ,ero la spensieratezza in persona,una che andava avanti
sicura che nulla mi avrebbe cambiata e ostacolata,la tipica persona diffidente ,che non amava i
consigli,una che vagava per questa terra senza una meta ben precisa,e incerta
su tante,tantissime cose,frequentavo la Chiesa,ma non avevo affatto le idee
chiare ,fino a quando…HO CONOSCIUTO LA MORTE!!! La morte che
cela gelo e paura intorno a te…Ero
paralizzata,avvolta dal freddo tremavo a mi sentivo fortemente sola,ma dov’era
la mia vita,le mie favole ,i miei sogni da eroina,le mie sicurezze!!Io che ho
sempre “saputo tutto”!Io che ero certa che nulla mi avrebbe fermata,ero con le
spalle al muro …”messa al muro dalla conoscenza della morte”! “E la fede che
dovrebbe venir fuori in certi momenti ,dov’è?E tu Dio ,tu che dici di conoscere il mio nome e che sei dietro i
tuoi figli quando hanno bisogno di te ,dove sei?”. “Perché proprio a me…Era un
giorno come tanti altri ,un giorno qualunque,ero felice come al solito,ilare e
spensierata,quando…una telefonata,era il mio eroe,il mio principe,il mio amico
del cuore ,il mio gioiello più prezioso,era tutto,tutto quello che di più bello
potessi avere.Che gioia sentire la sua voce ,quante risa ,quanti
pensieri,quanti sogni…. “Dai vieni tu?…Ok
ho capito come al solito verrò io,ma infondo che differenza
fa,l’importante è vedersi,sentirsi anche solo per pochi istanti!”.Un legame
profondo che non so spiegare,so solo che era la mia guida,era parte della mia
vita!!! “Ok!Baci!Ti chiamo io la prossima volta,stammi bene e sappi…” Un tonfo!
Il mio cuore cesso di battere:”Pronto!Pronto mi senti …stavo dicendo che ti
VOGLIO BENE!!!!Capito?Ti voglio bene!Anche se non te l’ho mai detto ti voglio
bene!!E anche se non te l’ho mai dimostrato sei tutto per me!!!Ma mi
ascolti?Pronto!!!” E’ stata l’ultima
volta che ho sentito la sua voce,un incidente me l’ha portato via,un urto
frontale ed è stato fatale,un’intera vita spezzata via da un incidente
mortale…mi manca,mi manca da morire,ancora oggi che sono passati più di quattro
anni da quel tonfo,ma soprattutto sono addolorata per non avergli detto la cosa
più importante e che forse avrebbe voluto sentirsi dire da tempo…TI VOGLIO
BENE!!! E oggi che ho
avuto la forza di parlare mi sento un’altra persona,sento che ho voglia di
riprendere a vivere,a sorridere,a liberarmi da quella sensazione di freddo,no
non ho dimenticato,non potrei,ma ho imparato tante cose ,ho imparto che essere
falsi non serve,che non serve nascondersi e correre dietro a cose
impossibili,perché questa è la vita di chi è insicuro e
insoddisfatto,conformarsi alla massa e farsi grandi,significa essere vuoti e
senza ideali propri,o meglio è sinonimo di paura,sì paura di rimanere
soli!!!!Ma ho deciso di esserci in questo mondo e di entrarci a far parte
seriamente piccola fragile,ma capace di amare e solo adesso capace di dire a
tutti senza paure e timori,TI VOGLIO BENE….parole magiche che escono dal cuore
e che possono essere dette a tutti,alla mamma,al papà,allo zio,all’amico,al
vicino di casa che soffre la fame,a chiunque ha bisogno di affetto e compagnia
e darebbe chissà cosa per sentirsi dire …tre semplici parole che ho il
rimpianto di non aver detto al mio angelo custode…Ho saputo che l’ultima
persona a soccorrerlo l’ha sentito farfugliare delle parole,ma l’unica cosa
comprensibile fu un nome,il mio!!!E infondo credo di sapere quello che ha
detto” Grazie!TE NE VOGLIO ANCH’IO!!!DALLO A CHI NON NE HA!!!”.Ed ecco la mia
missione nel mondo…
Valeria 1999
(Dedicato in particolare ai miei ex compagni di cammino gli "Intoccabili",soprattutto a coloro che hanno perso la via.A me qst testimonianza in passato e ancora ora mi è servita tanto,sxo che possa essere d'aiuto a qlk1 altro!)
2007/4/24 Passerà
questo tempo indeciso
passerai anche tu
motori già più veloci
passeranno i tuoi
occhi blu
passeranno le stelle, le notti più scure, le paure
passeremo anche noi, sì passeremo anche noi
Passerà questo tempo
infelice
questo battere il piede per terra
finiranno le lotte di razza
gli odori di guerra
la nebbia su questa pianura che non ci si vede
questo grande picchiare per terra, la terra col piede
Passeranno canzoni sfinite
che hanno già camminato nel vento
non si reggono in piedi
consumate dal tempo
passeranno le piogge
d'inverno
dietro ai vetri appannati
e un passare di stelle cadenti
e desideri infiniti
passeremo anche noi, passeremo
anche noi
Passerà questa strana fortuna, questa mediocrità
le invenzioni per
pochi denari, questa normalità
Passerà l'occasione portata dal vento
e in un momento passerai anche tu
passeranno i ricordi del cuore
e le strette di mano
chi si lega ai ricordi si sa
non può andare
lontano
la squallida stanza
di un uomo
che vive da solo
passeranno poi tutte le cose
nel bene e nel male
nel bene e nel male
passeranno poi tutte le cose
nel bene e nel male
Passerà questo tempo
indeciso
passerai anche tu
passerà un leggero sorriso
che mi sembrerai tu
passeranno emozioni, giornate
e infinite stagioni, passeremo anche noi
si passeremo anche noi, alla fine anche noi
passeremo anche
noi
passeranno canzoni ascoltate
per un lungo momento
che ci vivono accanto
a dispetto del tempo
passeranno le piogge d'inverno
dietro ai vetri appannati
e un passare di
stelle cadenti
e desideri infiniti
passeranno i ricordi
del cuore
e le strette di mano
chi si lega ai ricordi si sa
non può andare
lontano
gli amori così all'improvviso
e di buona
fortuna
passeranno poi tutte le cose
nel bene e nel male
nel bene e nel male 2007/4/18 Nessuno viene al mondo per sua scelta, non è
questione di buona volontà
Non per meriti si nasce e non per colpa, non è un peccato che poi si sconterà
Combatte ognuno come ne è capace
Chi cerca nel suo cuore non si sbaglia
Hai voglia a dire che si vuole pace, noi stessi siamo il campo di battaglia
La vita è un dono legato a un respiro
Dovrebbe ringraziare chi si sente vivo
Ogni emozione che ancora ci sorprende, l'amore sempre diverso che la ragione
non comprende
Il bene che colpisce come il male, persino quello che fa più soffrire
E' un dono che si deve accettare, condividere poi restituire
Tutto ciò che vale veramente che toglie il sonno e dà felicità
Si impara presto che non costa niente, non si può vendere né mai si comprerà
E se faremo un giorno l'inventario sapremo che per noi non c'è mai fine
Siamo l' immenso ma pure il suo contrario, il vizio assurdo e l'ideale più
sublime
La vita è un dono legato a un respiro
Dovrebbe ringraziare chi si sente vivo
Ogni emozione, ogni cosa è grazia, l'amore sempre diverso che in tutto
l'universo spazia
e dopo un viaggio che sembra senza senso arriva fino a noi
L' amore che anche questa sera, dopo una vita intera, è con me, credimi, è con
me. 2007/4/9
Oggi io non ho proprio voglia di vedere gente intorno chiudi tutte le porte. Oggi dico no a chi mi imbroglia a chi manovra ogni giorno verità capovolte. Me ne sto qui da solo con te il pericolo che c'è lo terremo a distanza.
Me ne sto qui da solo con te voglio farlo prima che il cielo crolli sulla stanza. Fammi respirare solo un attimo di pace questo sorso di aria pura finche c'è voglio dedicarmi solo agli affetti a me più cari specialmente se si tratta di te. Fammi assaporare questo attimo di pace per sentirlo fino in fondo dentro me oggi che anche i sogni atterrano e chiudono le ali perchè il tempo di volare non è
non è Vista la citta dalla collina sembra un gigantesco flipper con tutte quelle luci anche se questo un gioco non è le palline siamo noi schizzate in una folle danza. Fammi respirare solo un attimo di pace questo sorso di aria pura finche c'è. Voglio dedicarmi solo agli affetti a me più cari specialmente se si tratta di te. Fammi assaporare questo attimo di pace ed ad ogni guerra che anche tu non vuoi dalle raffiche di immagini e spargimenti vari di inchiostro velenoso intorno a noi oohh no. Un momento cosi chissa quando poi tornerà Un momento cosi io vorrei davvero fosse la normalità
Fammi respirare solo un attimo di pace questo sorso di aria pura finche c'è voglio dedicarmi solo agli affetti a me più cari specialmente se si tratta di te. Fammi assaporare questo attimo di pace per sentirlo fino in fondo dentro me oggi che anche i sogni atterrano e chiudono le ali perche dentro il tempo di volare non è non è non è... 2007/4/6 Sono all'ultima battuta di questa lunga sinfonia così disarmonica e combattuta,espressione di vari sentimenti contrastanti.Vi è questo meraviglioso e a volte cupo dualismo tra strumenti gravi e più dolci e voi che siete protagonisti lasciate sfuggire questo suono grave che contrasta maggiormente,per avviarci alla conclusione,in modo che l'orchestra non debba mietere altre vittime tra i miei solisti.
In futuro spero e farò in modo che le mie sinfonie siano più armoniche e meno struggenti...più facili all'ascolto.
(ho sognato la sinfonia n. 3 di Mozart si vede?) 2007/3/25 Se una notte ogni pensiero può salire a farti male,fino a non vedere quanto sia più forte di te vivere contro il limite.Vivi e credi che sia possibile in una notte tagliente.
Lo so lo so non sono un angelo,lo so lo so è solo un livido.
Se abbassi gli occhi sarà soltanto un'altra volta che tu non ci sei,tu che non sei uguale a me.Non ho nessuna verità che sia davvero l'unica,ma infondo al sale delle mie lacrime tu non ci sei.
Siamo nati cattivi abituati a schivare l'amore giorno per giorno impariamo ancora penitenti e indecisi...ma una quastione d'onore assicura la tua dignità!
Che prende tutto e lascia lì soltanto le parole cha avrei voluto dire...i silenzi lasciano cadere le parole che avrei voluto dire.
Resto in piedi sulle sponde di questo giorno che corre via ,lentamente pronuncio le parole e in un'istante un serbatio di emozioni da bruciare.
Tu non guardarmi così,non pensare di conoscermi...tu non illuderti che nessuno può cambiarmi!
(scusate se risulta poco fluido,ma sono pezzi di varie canzoni di Luvi Dè Andrè che ho voluto così assemblare) 2007/3/14
"Tutti sono importanti nessuno è indispensabile"
riflessione : in alcuni casi è proprio così ...
2007/2/20
Max Pezzali nn è uno dei miei cantanti preferiti,però a differenza di molti cantanti contemporanei le sue canzoni hanno un significato e sicuramente rispecchiano esperienza di vita "vera","vissuta".
Questo testo in particolare che fa parte della compilation 2004...è il mio inno...ne condivido ogni parola...
Ricordati chi sei ricordati da dove vieni ricorda il tuo passato senza subirlo mai guarda le foto dei tuoi nonni guardagli le mani ricorda bene quello che vedrai poi impara tutte le lingue che puoi senza mai scordarti di quelle che sai non buttare niente che domani lo ritroverai troverai troverai
e poi fai come ti pare alla fine sai com'è quello che potrai incontrare appartiene solo a te e purtroppo qualche errore vedrai che ci scapperà ma che cosa ci vuoi fare certe volte capita
sostieni le tue opinioni senza giudicare e se vorrai cambiare idea la cambierai in ogni viaggio trovati una storia da imparare poi quando torni la racconterai ogni tanto buttati a caso in un bar siediti ad un tavolo in penombra e ascolta che cosa dicon le persone chissà chi lo sa chi lo sa
e poi fai come ti pare alla fine sai com'è quello che potrai incontrare appartiene solo a te e purtroppo qualche errore vedrai che ci scapperà ma che cosa ci vuoi fare certe volte capita
credi nell'amicizia vera non ne dubitare specie nel giorno in cui qualcuno la tradirà comprati un disco a caso che non volevi comprare c'è una canzone che ti piacerà rischia sempre ma non scommettere mai non ti vergognare di quello che sei fatti i complimenti ma quando te li meriti dai che lo sai che lo sai
e poi fai come ti pare alla fine sai com'è quello che potrai incontrare appartiene solo a te e purtroppo qualche errore vedrai che ci scapperà ma che cosa ci vuoi fare certe volte capita
2007/2/6
L'ultima lettera di Marco Pantani
A chi mai racconterò questa angoscia? A chi mai racconterò quello che sto pensando ora - mi sento male - malissimo - sono disperato - aiutatemi aiutatemi - sono il pirata vi ricordate di me? Sono Pantani’ come mi chiamavano una volta i francesi - il 1998 è lontanissimo anche se sono passati solo pochi anni... Nel 1998 vinsi il Giro e il Tuor come era riuscito a fare solo Coppi... Ero sulla cima del mondo - il ragazzo più felice della terra - ero riconosciuto - ottenevo dei risultati - facevo quello che volevo - vivevo in un mondo dorato costruito sulla mia immagine - andava tutto bene... Il ciclismo aveva delle ossessioni - regole precise - gli allenamenti sfiancanti la squadra i colleghi i patron gli organizzatori - e io ci navigavo come una veloce nave da crociera dentro quel mare... Certamente! Prendevo del carburante per sostenere quel livello - quella velocità - lo facevano tutti – perché mai avrei dovuto rinunciare io... M'ero già spaccato le gambe - ero già caduto in discesa lasciando pezzi d'osso sull'asfalto... Cosa avrei dovuto fare? Rinunciare ai beveroni era un po' come non presentarsi ai massaggi o non andare agli allenamenti - come avrei potuto arrivare al vertice senza allenarmi? I valori dell'ematocrito erano sotto controllo mi dicevano - vai vai Pirata vai... E io andavo - mi arrampicavo sui tornanti - come sempre - come da piccolo quando andavo su a S. Leo vicino a Cesenatico - con una piadina da mangiare quando arrivavo in cima al colle... Andavo e andavo veloce - senza faticare - l'adrenalina mi faceva scoppiare le vene sulle tempie - ma sul traguardo ero il primo - e il giorno dopo ancora... Insomma mi hanno fregato gli invidiosi - ce n'è un casino in quell'ambiente - non ci sono mica tanti amici - solo concorrenti pronti a scannarti la prima volta che sbagli - ma io non sbagliavo proprio niente - anche con i professoroni e i giudici che ne beccavano uno dopo l'altro di doppati - ma a me mai... Piacevo troppo - la gente mi amava - ero venuto dal niente - un prodotto genuino - cresciuto a piadine romagnole - e il bandana da Pirata faceva la sua bell'audience... Ma un certo punto non si capiva più niente - c'avevi paura persino a mangiare un panino o una tavoletta di cioccolato - che magari i medici o i giudici o i servizi segreti d'aziende concorrenti - te l'avevano doppata a tua insaputa... Giunto all'apice sopra alla Madonna - alla Madonna di Campiglio è arrivato il crac... Un mondo di merda - che mi è crollato addosso improvvisamente - e mi ha rovinato... Avevo appena girato lo spot della Citroen - un sacco di grana... Come è stata dura la realtà... Quella vera... Quella che ha tolto lo spot dalla tv il giorno dopo... E' come nascere una seconda volta - piangi piangi tanto da noenato - e io ho stretto i denti e cercavo di non prendere più niente - basta basta porcate - solo le piadine di mia madre - garantite... Ci provavo a correre tutti i giorni con la mia bicicletta - mi arrampicavo come sempre - ma non arrivavo primo - arrivavo ventesimo quando andava bene - anche decimo quando proprio ero a un passo dal collasso fisico - e allora tutti dicevano che ero stato solo un pallone gonfiato - che non valevo proprio niente - una rabbia... A chi a chi racconterò questa mia tremenda angoscia? Chi potrà mai capirla? Ero una leggenda - il principe dei pirati - ero sulla cima del mondo...
Mi sento stanco amici - non cercatemi più - fate che sono un'altra persona - e se domani mi incontrate fate finta di niente - sono solo uno che assomiglia al Pirata - non sono io - non sono io...
Il 12 Febbraio 2004 Marco è andato via,lasciando il ricordo del suo sogno infranto...
2007/1/5
La situazione di felicità è sempre una questione di legami.Possimao essere momentaneamente felici per tante cose,ma siamo felici in profondità e con una certa continuità,quando ci sentiamo accolti,valorizzati,quando lo stesso ci accade di fare da parte nostra
2006/12/30
I PUFFI SONO
COMUNISTI
I puffi sono delle creature di colore blu, indossano tutti un berretto
bianco, tranne il capovillaggio che ha un berretto rosso.
La loro età non è ben definibile, diciamo che ci sono un anziano (grandepuffo)
ed il resto della comunità sembra essere composto da individui adulti ma ancora
relativamente giovani, ciò ha notevoli ripercussioni anche nella vita sociale
del villaggio e nei rapporti tra gli individui che analizzeremo in seguito.
Nelle versioni successive vengono introdotti nuovi personaggi, un pittore, un
poeta, un anziano e tre bambini, non a caso ciò coincide con l'avvio della
glasnost di Gorbacev Mihail Sergeevic, probabilmente anche nel mondo dei
cartoni animati la "pubblicità" stava modificando le cose.
Il genere sessuale è altrettanto indefinibile dai tratti somatici che sono
uniformi per tutti i puffi, lo si intuisce dai comportamenti sociali. La
mancata differenziatione tra i sessi e tra gli individui sicuramente ci riporta
all'idea comunista di società egualitaria senza barriere tra i sessi e tra gli
individui .Ciò crea una omologazione ad un modello fisico tipo di tutti gli
abitanti del villaggio, un'inquietante somiglianza con uno degli aspetti più
biechi dei regimi comunisti che spersonalizzavano l'induviduo annegandolo nella
massa.
C'è un solo essere femminile all'interno della comunità, si chiama puffetta e
si distingue dagli altri per una fluente chioma bionda.
I puffi si identificano l'uno con l'altro solamente grazie al ruolo che
ognuno ricopre nel processo di produzione, il loro nome è dato dalle abilità
specifiche e dai compiti che assumono nel ciclo produttivo della comunità.
La parola "puffo", che precede la qualifica che contraddistingue i
puffi assume perciò una funzione unificatrice ed identificatrice (sociale) dei
membri del villaggio: è naturale il paragone con la parola "compagno"
utilizzata dal partito comunista per identificare i membri dell'apparato e tutti
cittadini.
ANALISI
DI ALCUNI PERSONAGGI
Quattrocchi
E forse il personaggio più interessante dopo grandepuffo, il suo ruolo
sociale all'interno della comunità è quello del contestatore.
Si contrappone a Grandepuffo nelle scelte da prendere per la vita villaggio e
la sua pedanteria molto spesso scade nel ridicolo. Il suo ruolo attanziale è
quello di un leader nell'ombra.
Anche le caratteristiche fisiche del personaggio Quattrocchi sono molto
particolari, porta gli occhiali ed assume sempre un'aria ed una posa da saccente
nei confronti dei suoi "compagni". Grandepuffo non sembra dare molto
peso al Quattrocchi ma se improvvisamente il villaggio si trovasse senza la
guida dell'anziano despota, l'occhialuto puffo sarebbe il successore naturale.
Facendo un paragone con la storia dell'Unione delle Repubbliche Socialiste
Sovietiche (URSS) questo personaggio sembra richiamare alla memoria il compagno
Lev Davidovic Trockij (pseudonimo di Lejba Bronstejn) ucciso dagli emissari di
Stalin (pseudonimo di Iosif Vissarionovic Dzugasvili) in Messico il 20 Agosto
1940. All' interno della vita del villaggio quindi si riproporrebbe lo scontro
tra la linea dura ed russocentrica di Grandepuffo/Stalin, contro quella
rivoluzionaria e contestatrice di Quattrocchi/Trockij.
Non mancano episodi peraltro dove Quattrocchi viene allontanato dal villaggio
ed espulso dalla comunità dei puffi che si ribellano contro le continue
contestazioni.
Nelle immagini che ho riportato è possible coglire questa inquietante analogia.
Tutto ciò non fa altro che orientare la vita del villaggio su un modello non
solo comunista, ma addirittura staliniano!
Puffetta
Altro personaggio di straordinaria rilevanza all'interno della comunità è
Puffetta.
Puffetta è l'unico essere femminile nel villaggio (fino a quando non ne viene
introdotto un altro in una serie successiva), i modi di fare e il campo di
azione del personaggio Puffetta sono identici a quelli di tutti i componenti
maschi della comunità. La distinzione tra i ruoli dei personaggi non è dovuta
al genere quindi ma solamente al ruolo che ogni individuo ricopre nel processo
di produzione.
Puffetta arricchisce di mistero la vita del villaggio contribendo a dare alla
comunità un elemento di rottura dal punto di vista socio-sessuale; il villaggio
senza Puffetta sarebbe solo una grande comunità maschile.
Da ciò nascono numerosi interrogativi che ad un pubblico adulto non possono
sfuggire:
E' Puffetta la madre dei piccoli puffi che nascono nel corso del cartone
animato?
Come si riproducono i puffi?
Gli organi genitali e l'apparato riproduttivo dei puffi come sono fatti?
Hanno stimoli sessuali?
Se si come avviene il rapporto sessuale?
Se i puffi hanno rapporti sessuali, allora Puffetta essendo l'unica donna del
villaggio, si presta (evidentemente a turno) a questa attività in puro spirito
di condivisione totale delle risorse.
Una teoria di interpretativa sostenuta da Guiggiani identifica Puffetta come un
elemento di rottura della famiglia patriarcale che vedeva la donna emarginata e
posta in secondo piano nei rapporti di valore, interpersonali, sessuali e
sociali.
Probabilmente l'elemento Puffetta attribuisce una maggiore idea di uguaglianza
sociale ad i membri del villaggio che non risentono assolutamente della
presenza di una sola femmina all'interno del gruppo. Anzi è proprio Puffetta
che si erge al disopra del ruolo del maschio occidentale trasformando la
propria emancipazione in quella di tutte le donne comuniste che si pongono
nella vita, nella produzione e nella vita sessuale allo stesso pari dell'uomo.
Forzuto
Ogni società ed ogni comunità attribuisce a qualche soggetto il monopolio
della violenza legittima, nel villaggio dei puffi questo ruolo è di pertinenza
di forzuto.
Forzuto è il braccio dell'esecutivo (grandepuffo) egli ha potere di
coercizione, in quanto la propria forza fisica lo rende istituzionalmente
preposto a gestire l'ordine della comunità.
Non è un caso se in molti episodi è Forzuto che regola le espulsioni coatte dal
villaggio o lotta con il nemico comune Gargamella.
Il ruolo ricoperto da Forzuto lo inquadra come un tipico agente di sicurezza
sovietico, anzi in molti episodi in vera e propria funzione di spia dell'Nkvd
(poi Kgb, adesso Fsb).
Vanitoso
Anche il puffo vanitoso rientra a pieno titolo nella categoria di puffi che
hanno un enorme peso sociale nella vita del villaggio.
I modi di fare e gli atteggiamenti di vanitoso lo qualificano con certezza come
un omosessuale, nonostante questa evidente diversità egli è accettato a pieno
nella comunità.
Vanitoso è la riprova che il villaggio dei puffi è basato sui principi di
uguaglianza sessuale.
Poeta/Pittore
Puffo Poeta e puffo Pittore sono l'esempio che nel villaggio trovano spazio
anche voci del dissenso che non vengono tollerate dal sistema vigente in URSS.
I due personaggi infatti vengono introdotti con l'avvento della glasnost, ed in
vero clima di disgelo contribuiscono ad arricchire una società che fino ad
allora era solamente orientata alla produzione e all'applicazione dei principi
marxisti-leninisti all'interno del villaggio.
SMURF
Il titolo originale delle tavole di Peyo era "La Flute à Six
Schtroumpfs". Nella commercializzazione è stato modficato a seconda della
lingua di programmazione del cartone animato (ci sono 25 versioni fino ad
oggi):
Olandese - Smurfenin
Tedesco - Smurfen
Francese - Schtroumpf
Spagnolo - Pitufos
Danese - Smols
Afrikaans - Smurfies
Serbo-Croato - Strumps
Giapponese - Cumafu
Ungherese - Torpèk
Ciò che ci interessa era il titolo con cui il cartone animato veniva proposto
ai bambini angolofoni: SMURF
Apparentemente il titolo non ha legami con il mondo reale ed è una pura
fantasia, alcuni studiosi di questo fenomeno mediatico invece hanno provato a
dare una interpretazione anche alle motivazioni per le quali è stato scelto
questo nome bizzarro.
Le iniziali di Smurf infatti potrebbero essere riferite a:
Socialist
Men
Under a
Red
Father
Per me ed il Mio Collega ciò sembra una forzatura alla ricerca,
probabilmente viziata dalla Tesi di partenza.
Tuttavia non è da escludere che sia l'ennesimo messaggio subliminale nascosto
nei livelli di lettura profondi del cartone animato. In fin dei conti era
soprattutto il mondo anglofono (USA-GB) il principale nemico del comunismo.
Viste le innumerevoli sorprese che ci ha riservato questo studio non possiamo
trascurare che sia possibile leggere il titolo del cartone animato come:
"uomini socialisti sotto un padre rosso"
Elemento di fonadmentale importanza che riconduce "Il Villaggio dei
Puffi" ad un cartone animato di chiara matrice politico\paritica è il
linguaggio.
Innanzitutto i nomi dei personaggi, che come abbiamo già riportato indicano il
ruolo che il soggetto assume nel processo produttivo e non sono stabiliti alla
nascita come avviene nella normale prassi. Da un punto di vista semantico
inoltre, la parola "puffo" si sostituisce molte volte al normale
frasario (ad esepio verbi come "fare", sono tradotti come
"puffare") ma viene anteposta al nome dell'individuo per qualificarlo
(puffo inventore, puffo poeta, et.).
Da ciò è possibile dedurre che "PUFFO significa COMPAGNO"!
Pertanto come tra i membri del Partito Comunista, anche i Puffi tra di loro si
chiamano compagni.
In secondo luogo le canzoni che i puffi cantano durante le attività
lavorative, ad esempio la famosissima "la la lala lala la
lalalala................" (con una vaga somiglianza all'inno dell'URSS).
Nel regime sovietico le canzoni che i lavoratori cantavano erano composte
appositamente dall'intellighenzia e trattavano temi sociali, inneggiando al
proletariato e alla produzione.
Anche nel villaggio, l'attività lavorativa viene scandita dal ritmo di canzoni
che servono per incitare i Puffi nel loro lavoro.
E' tipica la scena in cui i Puffi si incamminano in fila indiana (capofila
ovviamente è sempre l'omnipresente Grandepuffo) per recarsi a lavorare e
cantano canzoni per incentivare la produzione.
Oltre a questo le canzoni determinano l'appartenenza dei membri della comunità
dei Puffi, con lo stesso ruolo delle note dell'Internazionale socialista.
Durante le attività lavorative, è immancabile la coordinzione e la
supervisione di Grandepuffo, lo stesso vale quando i Puffi suonano, infatti è
Grandepuffo a dirigere l'orchestra
IL VILLAGGIO
DEI PUFFI
La struttura del villaggio è molto particolare, le abitazioni dei Puffi sono
fatte a forma di fungo, sono composte da un unco locale, infatti le dimensioni
sono molto limitate (elemento tipico dell'edeilizia popolare sovietica)
I colori esterni sono sgargianti a dispetto di un interno molto scarno e spoglio.
Le case del villaggio sono predisposte in modo che non ci siano "posizioni
migliori" tra le abitazioni, anche la casa di Grandepuffo è mimetizzata in
mezzo alle altre.
Il villaggio è collocato in una vallata, non molto lontano c'è la magione
del nemico dei Puffi, Gragamella che vive in una casa decadente e malmessa.
Gargamella
Egli è il enmico giurato dei Puffi, un uomo di mezza età, brutto, pelato e
soprattutto molto cattivo.
Gargamella è un mago di scarse capacità, ha un obbiettivo nella vita che è
quello di catturare i Puffi al fine di trasformarli in oro.
E' certamente il nemico numero uno dei Puffi, dal quale diffidare sempre perchè
malvagio e infido.Gargamella non è altro che la raffigurazione umana del
capitalismo!
Il fatto che voglia trasformare i Puffi in oro (e quindi in mercato) non è
casuale.
Altro elemento d'interesse può darcelo il libro di formule magiche adottato dal
perfido mago, che altro non sarebbe se non un richiamo alla pochezza della
cultura occidentale.
I Puffi si trovano sempre a combattere contro Gargamella e sempre riescono
brillantemente a sopraffarlo, ciò è segno dell'incompatibilità tra il sistema
socialista e quello capitalista che come previsto da Stalin avrebbero finito
inevitablmente per scontrarsi tra loro.
Birba
Gargamella possiede un gatto di nome Birba.
Il gatto è cattivo come il padrone e dall'aspetto molto ripugnante.
Anche Birba caccia i Puffi (ma per mangiarli) e nutre un odio viscerale contro
il popolo blu.
Nella versione originale del cartoneanimato Birba si chiamava Azreal, tipico
nome di origine ebraica, quindi probabilmente il gatto rappresenta l'altro
grande nemico del regime sovietico, gli Ebrei.
Birba/Azreal potrebbero rappresentare un incitamento ai pogrom oppure
contribuire a rafforzare la diffidenza nei confronti degli Ebrei (basti
ricordare Stalin e la congiura dei medici).
L'ECONOMIA
DEL VILLAGGIO
Forse l'aspetto economico è uno dei più interessanti elementi a supporto
dell'ipotesi che è sostenuta in queste pagine.
L'economia del villaggio è pianificata e centralizzata sul modello socialista
reale.
Grandepuffo è l'artefice dei "piani" economici (di impostazione
staliniana), non è possibile rintracciare attività private volte a fini di
lucro nel villaggio.
La N.E.P. sembra una chimera per i poveri Puffi, costretti a lavorare per
vedere poi la produzione redistribuita secondo criteri egualitaristici
stabiliti da Grandepuffo; per cui chi produce in maniera disomogenea si vedrà
retribuito uniformemente, anche rispetto a chi ha prodotto più (o meno) di lui.
Il mercato all'interno del villaggio è inesistente, anche la moneta non esiste;
tutto avviene per principi redistributivi stabiliti e pianificati dall'alto.
Lo scambio o il baratto non vengono praticati perchè i bisogni dei Puffi sono
tutti identici dato che i Puffi sono "perfettamante uguali tra loro"
anche nelle necessità.
Infatti nella società dei Puffi non ci sono classi sociali, non esiste una
borghesia in quanto i mezzi di produzione appartengono al popolo; i Puffi sono
un proletariato che si è emancipato dalla schiavitù borghese e vive applicando
le idee del socialismo reale.
E' Grandepuffo che stabilisce che cosa serve, in che quantità e quando deve
essere prodotto o raccolto.
La conformazione del villaggio sotto il punto di vista economico perciò è
quella di un Kolchoz sovietico.
Questa inquietante analogia con i principi (soprattutto con i modi di
attualizzazione) del marxismo-leninsmo è la riprova della faziosità del cartone
animato.
E' possibile anche identificare un'oligarchia comunista che si è soppiantata
agli eventuali Kulaki preesistenti nel villaggio. Come sosteneva Milovan Gilas
nei suoi scritti sull'oligarchia nel regime comunista (la c.d. Nomenklatura)
anche nei puffi ci sono individui che godendo del favore del capo si
arricchiscono alle spalle del popolo. Un esempio di ciò è Puffo Goloso, che
infischiandosene dell'equa redistribuzione del cibo, approfitta della propria
posizione per soddisfare la sua fame alle spalle degli altri Puffi.
IL RUOLO DI
MOSCA
Dopo tutto ciò ci avviciniamo alle conclusioni.
La prima domanda che sorge spontanea dopo tutto ciò è:
Chi è stato a pogettare i Puffi con questi intenti?
Probabilmente l'Intelligenzija sovietica non ha lasciato al caso i dettagli
di quella che potremmo definire "operazione Puffo", ovvero come
conquistare e plagiare le giovani menti occidentali (come abbiamo visto
soprattutto i bambini anglofoni) per sconvolgere così le future classi
dirigenti del sistema capitalista grazie ai mezzi di comunicazione di massa.
Ovviamente il primo soggetto che potrebbe essere chiamato in causa per
l'ispirazione dei Puffi è l'omipresente K.G.B. (Komitet Gosudarstvennoij
Bezopasnosti - Comitato per la sicurezza dello Stato).
La disinformazione era una delle armi migliori dell'Intelligence sovietica che
aveva capito molto bene l'importanza dei mezzi di comunicazione (come in tutti
regimi in cui era negata la libertà d'espressione).
Basta ricordare il famoso precedente dei Servizi dello Zar, l'Ochrana
(Ochrannoe Otdelenie), in questo settore con i "Protocolli dei Savi
Anziani di Sion" (libro che sosteneva la tesi del Complotto Ebrtaico) che
aveva lo scopo di accentuare il pregiudizio nei confronti degli Ebrei (e
giustificare i Pogrom).
In vero stile sovietico è altrettanto probabile che il Kgb, dopo avere
progettato "l'operazione Puffo" ne abbia delegato la realizzazione a
terzi, Peyo appunto, per evitare coinvolgimenti diretti nella vicenda.
Oggi, nel modo libero, con la fine di quasi tutti i regimi comunisti queste
idee possono fare sorridere; ma nella lotta a tutto campo durante la guerra
fredda ogni arma era ammessa e gli (apparentemente) innocenti Puffi potrebbero
non avere fatto eccezione. Chissà se i ragazzi che oggi si riconoscono in
partiti dell'estrema sinistra non siano stati influenzati nella loro infanzia
dai Puffi.
LA
PROGRAMMAZIONE TELEVISIVA
In Italia i Puffi vengono trasmessi dalle reti Mediaset, inizialmente da
Italia Uno, durante il programma pomeridiano per bambini Bim Bum Bam.
Nel corso degli anni gli esseri blu hanno sempre fatto parte del palinsesto
televisivo dei programmi per bambini ottenendo degli share altissimi.
I Puffi sono un cartoneanimato di indiscusso successo non solo in Italia ma in
tutta Europa al di là di ogni logica partitica o politica.
L'evoluzione del cartoneanimato durante gli anni risente molto del clima
politico/internazionale, questo comporta un inserimento di nuovi personaggi e
di nuovi ruoli attanziali di quetsi ultimi durante gli anni.
Ad esempio come è già stato detto ciò avviene con la politica di riforme
attuata nei Paesi comunisti da Gorbacev.
E' singolare che i Puffi dimostrino una transnazionalità che solo i
cartonianimati di Walt Disney (i quali svolsero la stessa funzione nel campo
avverso, esportando il modello di vita capitalista) avevano avuto prima di
allora.
Certamente sono stati molto importanti nell'omologazione culturale dei giovani
europei.
Concludendo,
è certo che i Puffi abbiano fallito nel loro intento di plagio (se ciò che ho
detto finora ha la minima veridicità), ciò molto probabilmente è imputabile sia
al fatto che gli esempi del mondo socialista che il cartoneanimato proponeva,
non reggevano il confronto con la realtà del mondo capitalista e consumista.
Sia al fatto che le teorie riguardo la comunicazione sulle quali probabilmente
il cartoneanimato si basava, sono state smentite in questi ultimi decenni
(Cultural Studies, et.).
Ci tengo a precisare che le pagine da me scritte sono basate su alcune
ipotesi interpretative, doverosamente contestabli. Chi le contesta però
dovrebbe almeno avere una minima cognizione della storia degli ultmi decenni.
E' comunque una fortuna che il villaggio dei Puffi per i ragazzi occidentali
non sia mai diventato un villaggio reale.
Chiunque voglia offendermi (o manifestare il proprio dissenso) è libero di
farlo nei limiti della norma ed evitando inutili pesantezze, che come potrete
immaginare sono state "innumerevoli".
E' possibile trovare molti siti che trattano il suddetto argomento in rete,
provate a cercare! 2006/12/29
La donna, ex operaia tessile, ha illustrato emozionata l’elaborato della figlia, un lavoro sperimentale sull’ottimismo
Una ragazza muore prima di laurearsi al suo posto va la madre e discute la tesi
Pescara, vittima di un incidente. “Era il suo scopo principale” di GIUSEPPE CAPORALE
I genitori di Silvia
PESCARA - Mancavano solo due mesi alla sua laurea in psicologia. Aveva preparato con tanta fatica la tesi su “Watson e lo studio dell’ottimismo”. Silvia Luciani, 24 anni, con i suoi studi, sognava di aiutare i bambini in difficoltà. Lei e la sua aspirazione, all’appuntamento con la commissione d’esame, non sono mai arrivati. Silvia è morta in un incidente stradale. Al suo posto, il giorno previsto per la discussione della tesi, l’ultima giorno utile della sessione estiva, si è presentata la madre.
Lidia, 49 anni, casalinga, ex operaia tessile con licenza elementare, si è seduta davanti alla commissione con una relatrice ed ha consegnato ed illustrato ai docenti, lo studio preparato dalla figlia. Dopo la relazione, attimi di commozione e l’annuncio del presidente: “Complimenti signora, oggi sua figlia si è laureata”. A seguire, la consegna della pergamena con una dedica della docente più legata alla ragazza: “Silvia, hai superato con successo il tuo curriculum accademico, la prova finale dedicata a un tema originale. Ti piaceva e avevi già svolto la parte generale. Mi auguro che il tuo lavoro possa essere continuato e dare frutti: penserò sempre a te con grande affetto. La tua professoressa. Claudia Casadio”. Una laurea simbolica ma con tutto il crisma dell’ufficialità. Un’ora dopo, amici e parenti, si sono ritrovati davanti alla sua tomba, per una insolita festa di laurea. Tra la gioia e il dolore. Tanti confetti sparsi su quella tomba bianca.
Erano in cinque, sulla Opel Zafira che, la notte del 25 maggio, sbandò in una curva e finì contro un palo della luce. Tutti ragazzi. Silvia fu l’unica vittima. Lo schianto avvenne sul fianco sinistro, lato posteriore, il posto occupato da Silvia che, forse, aveva il finestrino semiaperto. Per lei non ci fu nulla da fare. Morì sul colpo. Gli amici stavano accompagnandola a riprendere la macchina, che aveva lasciato parcheggiata dall’altra parte del paese, Cugnoli, in provincia di Pescara.
La laurea, raccontano, era il suo scopo principale. Aveva ultimato gli esami diverse settimane prima e stava lavorando a una tesi sperimentale, un progetto innovativo: l’ottimismo come medicina. Questo deve aver spinto la madre, ad un mese dalla morte, a presentarsi alla segreteria dell’università. “Voglio capire se è possibile assegnare la laurea a mia figlia” chiede. Ma la legge non lo consente. “Spiacenti, si può solo in caso di guerra” la risposta.
Lidia, però, non si dà per vinta. Chiede aiuto alla relatrice della tesi, Claudia Casadio, docente di Logica. Coinvolge anche Rossella Santoro, una delle migliori amiche della figlia, anche lei laureanda. Ottengono il sostegno della commissione d’esame. La tesi, in via eccezionale e in forma speciale, si può discutere. Quando, il giorno stabilito, è entrata nella sala stracolma, coi laureandi emozionati e i parenti in attesa della discussione delle tesi, mamma Lidia ha sentito le gambe tremare. “Non sono riuscita a restare in piedi, mi sono dovuta sedere. Ma sono uscita dall’aula con una forza da leone. Sentivo Silvia dentro di me. Spero che questa storia sia di stimolo alle altre mamme che soffrono il mio stesso dolore, perché reagiscano piuttosto che rinchiudersi in casa”.
Queste le parole del presidente di commissione alla fine dell’esame. “Facciamole un grande applauso: Silvia è una dottoressa, curerà i pazienti dal cielo”. Lidia ringrazia. “Mi sento come la mamma di una figlia che ha avuto 110 e lode. Adesso ho in casa questa pergamena, che per me è molto importante”.
(2 settembre 2006)
LA VITA TI PUO' ESSER PORTATA VIA IN UN'ATTIMO,PER QUESTO E' IMPORTANTE NON SPRECARE NEMMENO UN SECONDO UTILE A REALIZZARE IL TUO PROGETTO...la vita va vissuta fino in fondo...non è una scelta facile ma coraggiosa!!!! 2006/11/23 Il bambino guardava la nonna scrivere una lettera. A un certo punto, chiese: “ Stai scrivendo una storia su di noi? E' per caso una storia su di me ?” La nonna smise di scrivere, sorrise, e disse al nipote: “In effetti, sto scrivendo di te. Tuttavia, più importante delle parole, è la matita che sto usando. Mi piacerebbe che tu fossi come lei, quando sarai grande.” Il bimbo osservò la matita, incuriosito, e non vide niente di speciale. “Ma è identica a tutte le matite che ho visto in vita mia!” “Tutto dipende dal modo in cui guardi le cose. Ci sono cinque qualità in essa che, se tu riuscirai a mantenere, faranno di te un uomo in pace con il mondo. Prima qualità: tu puoi fare grandi cose, ma non devi mai dimenticare che esiste una Mano che guida i tuoi passi. Questa mano noi la chiamiamo Dio, e Lui ti dovrà sempre indirizzare verso la sua Volontà. Seconda qualità: di quando in quando io devo interrompere ciò che sto scrivendo, e usare il temperino. Questo fa sì che la matita soffra un poco, ma alla fine esse sarà più affilata. Pertanto, sappi sopportare un po' di dolore, perché ciò ti renderà una persona migliore. Terza qualità: la matita ci permette sempre di usare una gomma per cancellare gli sbagli. Capisci che correggere qualcosa che abbiamo fatto non è necessariamente un male, ma qualcosa di fondamentale per mantenerci sulla retta via. Quarta qualità: ciò che è davvero importante nella matita, non è il legno o la forma esteriore, ma la grafite che è all'interno. Dunque, fai sempre attenzione a quello che succede dentro di te. Infine la quinta qualità della matita: lascia sempre un segno. Ugualmente, sappi che tutto ciò che fari nella vita lascerà tracce, e cerca di essere conscio di ogni singola azione.”
 2006/11/14
S.ol.co nasce dalla voglia di condividere e comunicare di alcuni volontari al ritorno nel 2001 da un campo di lavoro in Tanzania (Africa). La sigla S.ol.co(Solidarietà oltre confine )esprime appunto il segno profondo che questa Terra così affascinante ha lasciato nelle persone che hanno deciso di fondare quest'associazione. Nel 2004 S.ol.co diventa associazione onlus,e anno dopo anno ,anche se è ancora una realtà "piccola",realizza grandi progetti e pian piano tenta di informare e sensibilizzare la nostra realtà di spreco e indifferenza ,in favore di una Terra che è VITTIMA di una situazione difficile,una Terra sicuramente meno ricca economicamente....ma BELLISSIMA...piena di risorse,colori e sorrisi!!!
(per informazioni vai sul sito www.Solconlus.org)
2006/11/11 In questa sera così triste e stanca fuggono i miei pensieri,cercando una luna coperta da nubi grigiastre.
Ora più che mai,lontana da casa mi sento un anima sola,abbandonata da Dio e dalle persone a cui volevo bene.Possibile,oh monti,che dietro a tanta bellezza celate tanta desolazone...quanto è difficile scalare le vostre vette,quanto sono solitarie,anche Dio si è scordato di questo luogo,è qui che cerco una voce,in questa valle di tristezza e rocce.
Narciso 2006/11/2 Promettimi che non piangerai quando arriverà il tramonto...non so dirti quanto è prossimo...ma infondo lo sai anche tu,purtroppo nulla è eterno.
Non odiarmi ti scongiuro,domani sorgerà un nuovo sole e ti assicuro che saprà riscaldare meglio il tuo sguardo.
Forse solo allora capirai quanto è importante ogni fine e riuscirai ad amare... 2006/10/27 Quanto mi manca il tuo dolce passo,il tuo abbraccio che tutto rassicura.
Vorrei ancora una volta coccolarmi nel tuo grembo e finalmente piangere.
Vorrei tornare indietro ed aggiungere a quel TI VOGLIO BENE :non mi abbandonare mai,ti scongiuro!Ma tu sei andata via ed io non credo di poterti tantomeno volerti fermare...l'ultima cosa che ti chiedo è se sei felice?!
In questo caso,addio va per la tua strada,Buona fortuna!
Io sarò ancora qui ad aspettare che la tua mano sia nella mia
perchè è calpestando la stessa terra e guardando lo stesso cielo che si vive!
Dimenticherò quel che è ma non cancellerò mai quello che è stato.
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